Archiviato in: cronaca
segnalato da Miriam
art.40 della Costituzione
Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano
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Per sciopero si intende l’astensione collettiva dal lavoro di lavoratori dipendenti allo scopo di rivendicare diritti, per motivi salariali, per protesta o per solidarietà.Il salario o stipendio che viene detratto è proporzionale alla sospensione lavorativa.Diversa è la serrata che è la chiusura temporanea, simmetrica allo sciopero, da parte del datore di lavoro dell’unita produttiva o esercizio commerciale; a differenza dello sciopero, la serrata è illegittima.
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Il diritto di sciopero è garantito dalla Costituzione italiana e, con riferimento ai serv izi di pubblica utilità (come trasporti e sanità), è regolamentato dalla legge che stabilisce le modalità e i tempi dello sciopero sanzionando eventuali violazioni. In alcuni servizi di interesse pubblico lo sciopero può essere annullato di fatto tramite la precettazione da parte delle autorità di pubblica sicurezza, dei Trasporti o della Sanità.
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Col termine precettazione s’intende il provvedimento amministrativo straordinario col quale la competente autorità impone il termine di uno sciopero.
Il provvedimento è stato introdotto in Italia dalla legge 146/90. La sua applicazione viene verificata dagli uffici del prefetto.Tale imposizione può essere effettuata qualora lo sciopero comporti l’indisponibilità di servizi pubblici essenziali (sicurezza, salute, alimentazione, trasporti) e se non rispettata può comportare per il contravvenente da una sanzione pecuniaria fino all’arresto
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legge 146/90
Norme sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali e sulla salvaguardia dei diritti della persona costituzionalmente tutelati. Istituzione della Commissione di garanzia dell’attuazione della legge.
(se tin iteressa il testo completo vai a : http://209.85.135.104/search?q=cache:XBi2g6wTijcJ:www.uil.vr.it/sciopero/legge146_90.pdf+testo+legge+146/90&hl=it&ct=clnk&cd=3&gl=it )
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in riferimento allo sciopero degli autotrasportatori:
L’11 dicembre 2007 Il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi ha precettato gli autotrasportatori in sciopero da alcuni giorni, imponendo la rimozione dei blocchi stradali presenti sul territorio in base al principio di pregiudizio grave e imminente ai diritti della persona.
La decisione di precettare gli autotrasportatori fa seguito all’opinione della commissione di garanzia sugli scioperi che aveva evidenziato come la manifestazione abbia impedito le forniture indispensabili «violando inoltre l’obbligo – ha scritto il gara nte – di non predisporre blocchi stradali».
(Corriere della sera 11 dicembre 2007)
La precettazione. Il ministero dei Trasporti ha emanato “apposita ordinanza per la limitazione del fermo dell’autotrasporto”, che deve finire alla mezzanotte di oggi. Un provvedimento, spiega una nota, necessario per la “gravissima criticità della circolazione” su strade e autostrade “che ha determinato la concreta possibilità che venga pregiudicata la distribuzione dei beni essenziali per i diritti fondamentali dei cittadini”. Le Prefetture vigileranno affinché il provvedimento sia rispettato. Il ministero annuncia anche che il governo procederà a una nuova convocazione “in tempi strettissimi”. E annuncia sanzioni per chi continuerà la serrata: fino a 500 euro al giorno per i singoli imprenditori e fino a 25.000 per le associazioni, oltre a una serie di altri provvedimenti, fino all’arresto e a 4 anni di reclusione.
(La Repubblica 11 dicembre 2007 )
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dalla repubblica.it
L’Italia conta i danni: un miliardo
per ogni giorno di sciopero
di GIORGIO LONARDI
MILANO – L’Italia ha perso almeno un miliardo di euro per ogni giorno di sciopero. È una stima allarmante quella del Codacons, l’organizzazione dei consumatori che ora annuncia una raffica di cause contro le associazioni degli autotrasportatori. A cominciare da una piccola ditta romana di computer che chiederà 500 mila euro a titolo di risarcimento. Un duro colpo all’economia, dunque.
Ma i primi a pagare, assicura Carlo Rienzi, presidente dello stesso Codacons, saranno i cittadini: rischiano un aumento dei prezzi dei prodotti alimentari fino al 30% con un aggravio di 20 euro a famiglia. Mentre la Cia, Confederazione italiana agricoltori, ha denunciato rincari “ingiustificati” che in alcuni casi hanno raggiunto il 50%.
Insomma, lo sciopero dei camionisti ha avuto effetti devastanti. I benzinai hanno perso 500 milioni di fatturato mentre i mancati incassi dei supermercati, dicono alla Federdistribuzione, sono nell’ordine di 1,7 miliardi. E non è detto che il fatturato perduto sarà poi recuperato. In molti casi, infatti, i consumatori hanno preso d’assalto i piccoli negozi di alimentari che, grazie a scorte sufficienti per 2-3 giorni e ad un approvvigionamento effettuato su scala locale hanno retto all’urto. Risultato: per Fida-Confcommercio c’è stato un mancato guadagno più modesto, di circa 30 milioni di euro, soprattutto per il deterioramento dei prodotti freschi.
Una vera batosta l’ha sofferta l’intera filiera agro-alimentare. Secondo Copagri, infatti, gli scioperi sono costati circa 200 milioni al giorno. Lo confermano i Tir carichi di frutta e verdura immangiabile. E lo certifica la grande quantità di latte e formaggio non commerciabili. Quanto alle fabbriche, stanno ricominciando a funzionare. Entro sabato, ad esempio, i nove stabilimenti della Barilla riprenderanno il lavoro.
Più dura la situazione di chi produce panettone e pandoro e si gioca il bilancio di un anno proprio in questi giorni. “Fra domani e dopodomani”, dice Gastone Caprini, amministratore delegato di Bauli, decideremo quando riprendere le produzioni. Molto dipenderà da come andranno consegne e vendite nel week end, in ogni caso mercoledì ripartiremo”. Quanto al danno è presto per calcolarlo “ma si tratta di milioni di euro”.
Un discorso a parte merita l’export di vino e spumante bloccato dal fermo dei Tir. In questo caso c’è il rischio di una perdita secca, non più recuperabile. Se non arrivi in tempo sui grandi mercati europei e americani, spiegano alla Confagricoltura, c’è il rischio che gli ordini vengano annullati. In realtà è un po’ tutta l’industria a leccarsi le ferite. Per la Fiat, ad esempio, si tratta di migliaia di macchine che dovevano essere prodotte e non lo sono state. Sarà possibile recuperare? Forse, ma non è detto. Perché i mercati sono una brutta bestia. E se non ci sei altri prendono il tuo posto.
Commento di triplag Sabato, Dicembre 15, 2007 @ 11:40 amgiusto il diritto allo sciopero, ma non obbligo.
Commento di CARLO Sabato, Dicembre 15, 2007 @ 6:51 pmormai lo sciopero da forma estrema per far valere i propri diritti, sta diventando l’unica arma. non c’e’ piu’ contrattazione ma solo o questo o sciopero. e’ giusto? e soprattutto e’ giusto arrivare a bucare le gomme a chi non partecipa o essee malmenati (ricordiamo lo sciopero dei tasiste). la violenza su tutto? mah!
molto d’accordo con carlo direi ….soprattuto sui malmenamenti e la violenza su tutto.
Commento di Miriam Sabato, Dicembre 15, 2007 @ 7:10 pmcercasi esempi di contrattazioni “non scioperanti” (cioè senza sciopero) che hanno prodotto risultati.
perchè , nonostante condivda pienamente ciò che dice dott.Carlo , mi vien da pensare che forse è vero che se non rompi un pò le balle non ti ascolta nessuno.
cmq in questo caso dei camionisti: W LA PRECETTAZIONE !
un caso? la mia azieda abbiamo avuto piccoli risultati con la trattativa, anche se ovviamente non e’ sempre cosi. Se poi volgliamo scavare, lo sciopero oggi è anche usato da alcuni sindacati (in modo strumentale) per far una rivalza di potere e visibilita’. Questo non agevola i lavoratori anzi fa allungare trattative gia’ non velocissime.
Commento di CARLO Domenica, Dicembre 23, 2007 @ 3:25 pm