*Esercito italiano: in Afganistan con le insegne hitleriane sui mezzi
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Giovedì, Gennaio 31, 2008, 12:57 pm
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da espresso.it
Battaglione Rommel
di Gianluca Di Feo
Le immagini di un mezzo corazzato dell’esercito italiano colpito da una mina nel deserto dell’Afghanistan svelano un particolare inquietante: i nostri soldati vanno in missione con la palma dell’Afrika Korps hitleriano dipinta sulle jeep
La jeep italiana colpita da una mina. Sulla portiera
si riconosce la palma simbolo dell’AfriKa Korps
In Afghanistan sognando El Alamein. Perché sembra proprio che i commandos delle forze speciali italiane vadano in missione con la palma dell’Afrika Korps dipinta sulle jeep. Sì, il simbolo inconfondibile dei reparti di Rommel che portarono la bandiera hitleriana alle porte del Cairo. E poi si ritirarono mollando proprio i parà italiani a coprirgli le spalle. Ora alcune foto di un attentato talebano contro le forze Nato hanno fatto nascere il giallo. Le immagini riguardano una jeep corazzata italiana e un blindato spagnolo colpiti da mine nel deserto afghano verso il confine iraniano. Sono foto sfuggite alla censura del nostro Stato maggiore, finendo sui siti web di Madrid e da lì nel forum di “Pagine di Difesa”, la più attenta rivista telematica del settore. La buona notizia è che il veicolo blindato dell’Esercito, una delle nuove jeep speciali Iveco Vtlm, ha funzionato, salvando la vita dell’equipaggio. Il mezzo, progettato proprio per sopravvivere agli agguanti con ordigni nascosti nel terreno, sta venendo adottato da molte nazioni.
La cattiva notizia è quella palma dipinta sulla fiancata, che riproduce esattamente il simbolo dell’Afrika Korps: è stata omessa solo la svastica. Un’iniziativa di pessimo gusto: estanea alla tradizione militare italiana, ma soprattutto lontana da quei principi democratici che dovrebbero ispirare le missioni all’estero. Gli scatti non permettono di identificare a quale reparto appartenga il veicolo coinvolto nell’attentato: nella zona operano squadre di parà del Col Moschin e di incursori di marina del Comsubin. Nell’autunno 2006 i soldati tedeschi in servizio in Afghanistan vennero fotografati con un simbolo praticamente identico dipinto sulle loro jeep. Le immagini pubblicate sul settimale Stern spinse il ministero della Difesa ad aprire un’inchiesta e sospendere dal servizio sei militari.
La cattiva notizia è quella palma dipinta sulla fiancata, che riproduce esattamente il simbolo dell’Afrika Korps: è stata omessa solo la svastica. Un’iniziativa di pessimo gusto: estanea alla tradizione militare italiana, ma soprattutto lontana da quei principi democratici che dovrebbero ispirare le missioni all’estero. Gli scatti non permettono di identificare a quale reparto appartenga il veicolo coinvolto nell’attentato: nella zona operano squadre di parà del Col Moschin e di incursori di marina del Comsubin. Nell’autunno 2006 i soldati tedeschi in servizio in Afghanistan vennero fotografati con un simbolo praticamente identico dipinto sulle loro jeep. Le immagini pubblicate sul settimale Stern spinse il ministero della Difesa ad aprire un’inchiesta e sospendere dal servizio sei militari.
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Ridicolo!
Commento di Umberto Martedì, Luglio 1, 2008 @ 10:50 amE’ l’aggettivo con cui descrivere questo articolo.
Io sono uno storico, il simbolo della palma è il simbolo del deserto.Può esserci protesta se il simbolo fosse stato copiato paro paro a quello dell’Afrika korps , ma intelligentemente questo è diverso.E’ come scandalizzarsi della bandiera italiana solo perchè manca lo scudo sabaudo!!
Caro sig.Gianluca , credo che sia ora di smetterla
di gridare al lupo solo alla vista di un bassotto!
U.
Trovo patetico l’atteggiamento di grida allo scandalo di fronte ad un simbolo che può essere ricondotto ad altri di nefasta memoria, che dire allora del simbolo dell’Associazione Industriali?
Commento di Luca Martedì, Luglio 1, 2008 @ 1:42 pmSaranno nostalgici della Repubblica Sociale?
Certamente un grosso problema, invito il Sig. Di Feo ad un’attenta analisi, magari li si potrebbe accusare di “apologia di Fascismo”, perchè no?
Visto che il tempo per scrivere sciocchezze non gli manca…
e basta con queste cazzate !!!!!
Commento di Attilio Martedì, Luglio 1, 2008 @ 4:25 pmbisogna lavorare e scrivere seriamente, non attaccasi a simili notizie solo per far leggere il proprio articolo (se no non lo leggerebbe nessuno ), probabilmente se il mezzo avesse portato la falce e il martello, allora probabilmente per il signore che ha scritto l’articolo sarebbe stato normale e plausibile !!
Signor Gianluca Di Feo prima di scrivere certe cacchiate lo sà che il simbolo della palma e del cammello, è usato da tutti gli eserciti del mondo che hanno unità che operano in zone aride o desertiche ??.. Vergogna !!!! e torni a studiare..
Commento di Luigi Martedì, Luglio 1, 2008 @ 4:31 pmQuante seghe mentali, e poi il simbolo della DAK è ben diverso. Ma non hai niente di meglio da fare?
Commento di mauro lottici Martedì, Luglio 1, 2008 @ 6:50 pmMa che stupidaggini sta scrivendo il sig. de feo?. ecco un nuovo esempio di movimento della mano non diretto dalla mente. E’ come dire: prima di muovere la lingua, aziona il cervello! I nostri bravi soldati, portano sicurezza, cure mediche e pace in tante regioni ad alto rischio della terra.
Commento di Marino Domenica, Luglio 6, 2008 @ 4:30 pmMa scusate tanto…quale insegna hittleriana?
Commento di Marco Giovedì, Febbraio 19, 2009 @ 8:21 pmAffermare una cosa simile non solo è infamante per i nostri soldati ma inoltre è falso!
Intanto per cominciare lo stemma del D.A.K. era una palma con la croce uncinata a metà tronco, poi la palma è un simbolo assai diffuso tra i reparti impiegati in zone desertiche!
Durante la seconda guerra mondiale, i reparti del D.A.K. erano comandati da Erwin Romel, un geniale ufficiale(fu riconosciuto tale da tutti) e tra le altre cose uno dei coospiratori che tenteranno di roversciare in regime nazionalsocialista in germania. Inoltre, svariati simboli militari che ad esempio in italia erano uniti al fascio littorio, nel dopoguerra vennero riadottati senza lo stesso e nessuno ha mai gridato allo scandalo.
Tali simboli sono tutt’ora in uso come ad esempio l’aquila dell’aeronautica militare che fu turrita ed ebbe il fascio sotto le zampe.
Dunque andiamoci piano con simili affermazioni!
Altra “bacchettata” storica: I nostri reparti non furono lasciati indietro, vi rimasero perchè appiedati e l’esercito tedesco era in possesso degli autocarri italiani poichè questi erano stati loro ceduti precedentemente!