IL FILO DI ARIANNA di TRIPLAG..il filo per non perdersi nella realtà


*Come si distrugge un paese partendo dal basso
Venerdì, Settembre 26, 2008, 9:10 am
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da repubblica.it

 

“Un’insufficienza e si sarà bocciati”
è allarme per elementari e medie

di MARIO REGGIO

Alunni delle elementari

ROMA – Da quest’anno alle medie inferiori ed alle elementari fioccheranno le bocciature. Basta che l’allievo prenda cinque in una materia per ripetere l’anno. A forza di parlare di cinque in condotta, maestro unico, grembiuli ed educazione civica, ai più è sfuggito un piccolo particolare: con il ritorno al voto in decimi alle medie ed alle elementari (in quest’ultimo caso il voto da uno a dieci è accompagnato da un “giudizio analitico sul livello generale di maturazione dell’alunno”), il rischio bocciatura è reale.

Lo dice a chiare lettere l’articolo 3 del decreto legge 137, approvato dal Consiglio dei ministri e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il primo settembre scorso. Nessuna possibilità di recuperare come alle scuole superiori con quelli che vengono impropriamente chiamati esami di riparazione. Ed a differenza della bocciatura per il 5 in condotta, decisione presa dal collegio docenti, con l’insufficienza in una materie alle medie o in una delle tre aree di conoscenza delle elementari, letteraria, matematico-scientifica e storico geografica, sarà il maestro unico o un docente di matematica o italiano alle medie a decidere se far passare l’anno allo studente o bocciarlo.

“Abbiamo presentato una serie di emendamenti per modificare il decreto su questi punti che riteniamo scandalosi – afferma Maria Coscia, parlamentare Pd in Commissione Cultura alla Camera – ma sono stati sistematicamente bocciati. Solo i deputati della Lega hanno espresso interesse alle nostre proposte, ma alla fine tutto è rimasto come prima”. Il decreto dovrà prima passare nelle Commissioni Cultura di camera e Senato e quindi approdare in aula per l’approvazione finale, il tutto entro e non oltre la fine di ottobre.


Nel frattempo il governo ha scoperto le carte sui tagli alla scuola. Ieri ha consegnato ufficialmente alle organizzazioni sindacali il piano programmatico, scritto a quattro mani dal ministero dell’Istruzione e dell’Economia. Un piano che conferma ciò che è stato anticipato da Repubblica il 14 settembre scorso.
Conferma del maestro unico alle elementari, ma anche alla scuola materna, riduzione degli orari di lezione alle medie inferiori ed alle superiori. Non viene mai nominato il “tempo pieno”, malgrado le rassicurazioni giornaliere del ministro Mariastella Gelmini, che giura: “verrà mantenuto, anzi incrementato dal 50 per cento”.

La rete scolastica sarà razionalizzata, con la chiusura e l’accorpamento degli istituti scolastici con un numero di studenti non adeguato, escluse le realtà come le zone di montagna e le piccole isole. Aumento del numero di studenti per classe e razionalizzazione dei piani di studio. Alla fine tagli per 87 mila insegnanti e 44 mila 500 non docenti. Per fare cosa? Per risparmiare 7 miliardi e 800 milioni di euro, con la promessa di reinvestire due miliardi di euro per premiare il merito dei docenti. Ma solo a partire dal 2012. Ed in base a quali criteri? Per il momento solo cortine fumogene.

Il primo colpo di mannaia piomba sulla scuola materna. Si passa da due ad una maestra, l’obiettivo è l’apertura solo la mattina. Quindi tutti i bimbi a casa prima di pranzo. Oggi, Emilia Romagna a parte, mèta di visite di équipe straniere nelle scuole di Reggio Emilia, nel resto del Paese l’orario settimanale è di 35 ore con la sovrapposizione per due ore delle insegnanti. La storia si ripete alle elementari, dove il tempo pieno di 40 ore e due insegnanti, supera o si avvicina al 90 per cento in città come Milano, Torino, Venezia, Bologna e Roma. Mentre a Napoli e Palermo è sotto il 5 per cento. Alla fine sono i conti che non tornano: tagliare 150 mila posti di lavoro, bloccare il turn over, ma assicurare che il tempo pieno verrà incrementato sembra proprio un gioco di prestigio.



*La legalità in Italia: ultimi tra i primi
Giovedì, Settembre 25, 2008, 6:35 pm
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Corruzione ‘percepita’, esce il rapporto
Italia retrocessa prende un quattro

 

ROMA – Corruzione reale o percepita? Transparency, L’Organizzazione internazionale contro la corruzione divulga oggi in tutto il mondo il rapporto di aggiornamento dell’Indice di percezione della corruzione 2008 (CPI). Lo studio segnala una brusca retrocessione della ‘corruzione percepita’ per l’Italia, che prende un voto di 4,8 su 10.

Nella graduatoria mondiale l’Italia si colloca al 55esimo posto, preceduta da Cile (23esimo), Corea del Sud (40esimo) e Costa Rica (47esimo). In cima alla classifica della trasparenza ‘percepita’ si confermano i soliti virtuosi: Danimarca, Nuova Zelanda e Svezia. Al quarto posto c’è Singapore. Germania, Gran Bretagna, Francia e Spagna occupano rispettivamente il quattoridcesimo, sedicesimo, ventitresimo e ventiottesimo posto. In fondo alla classifica di 180 paesi c’è la Somalia. L’Italia, dunque, si trova tra le ultime del terzo superiore, quello dei paesi più avanzati.

L’indice è ottenuto sulla base di complessi studi statistici e ordina i paesi del mondo sulla base del “livello secondo il quale l’esistenza della corruzione è percepita tra pubblici uffici e politici”, secondo la definizione che ne dà la stessa organizzazione. Che definisce la corruzione come “l’abuso di pubblici uffici per il guadagno privato”.

Quanto a scarsa trasparenza, in Italia è la gestione della sanità in cima alla classifica negativa. Afferma Quintiliano Valenti, Vice-Presidente di Transparency Italia: “Ogni singola attività della sanità dovrebbe essere completamente trasparente, proprio per la sua importanza: le scelte, i costi, le graduatorie devono essere visibili e controllabili, in rete, da tutti i cittadini”.

L’organizzazione apprezza la trasparenza impressa dal ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, per “l’esposizione pubblica di molti dati, che consentono ai cittadini di conoscere e giudicare” – afferma la Presidente Maria Teresa Brassiolo. Che però, adesso, vuole un segnale più forte: “chiediamo con insistenza la nomina, con la massima urgenza, del nuovo Sottosegretario alla funzione di Alto commissario per la lotta alla corruzione, in grado di dare all’istituzione la massima stabilità e visibilità anche internazionale”.

 

L’ITALIA HA PERSO 15 POSIZIONI NELL’ULTIMO ANNO…sarà un caso??

 

2008 CORRUPTION PERCEPTIONS INDEX
country
rank
country 2008 CPI
score
surveys
used
confidence range
1 Denmark 9,3 6 9.1 – 9.4
1 New Zealand 9,3 6 9.2 – 9.5
1 Sweden 9,3 6 9.2 – 9.4
4 Singapore 9,2 9 9.0 – 9.3
5 Finland 9,0 6 8.4 – 9.4
5 Switzerland 9,0 6 8.7 – 9.2
7 Iceland 8,9 5 8.1 – 9.4
7 Netherlands 8,9 6 8.5 – 9.1
9 Australia 8,7 8 8.2 – 9.1
9 Canada 8,7 6 8.4 – 9.1
11 Luxembourg 8,3 6 7.8 – 8.8
12 Austria 8,1 6 7.6 – 8.6
12 Hong Kong 8,1 8 7.5 – 8.6
14 Germany 7,9 6 7.5 – 8.2
14 Norway 7,9 6 7.5 – 8.3
16 Ireland 7,7 6 7.5 – 7.9
16 United Kingdom 7,7 6 7.2 – 8.1
18 Belgium 7,3 6 7.2 – 7.4
18 Japan 7,3 8 7.0 – 7.6
18 USA 7,3 8 6.7 – 7.7
21 Saint Lucia 7,1 3 6.6 – 7.3
22 Barbados 7,0 4 6.5 – 7.3
23 Chile 6,9 7 6.5 – 7.2
23 France 6,9 6 6.5 – 7.3
23 Uruguay 6,9 5 6.5 – 7.2
26 Slovenia 6,7 8 6.5 – 7.0
27 Estonia 6,6 8 6.2 – 6.9
28 Qatar 6,5 4 5.6 – 7.0
28 Saint Vincent and the
Grenadines
6,5 3 4.7 – 7.3
28 Spain 6,5 6 5.7 – 6.9
31 Cyprus 6,4 3 5.9 – 6.8
32 Portugal 6,1 6 5.6 – 6.7
33 Dominica 6,0 3 4.7 – 6.8
33 Israel 6,0 6 5.6 – 6.3
35 United Arab Emirates 5,9 5 4.8 – 6.8
36 Botswana 5,8 6 5.2 – 6.4
36 Malta 5,8 4 5.3 – 6.3
36 Puerto Rico 5,8 4 5.0 – 6.6
39 Taiwan 5,7 9 5.4 – 6.0
40 South Korea 5,6 9 5.1 – 6.3
41 Mauritius 5,5 5 4.9 – 6.4
41 Oman 5,5 5 4.5 – 6.4
43 Bahrain 5,4 5 4.3 – 5.9
43 Macao 5,4 4 3.9 – 6.2
45 Bhutan 5,2 5 4.5 – 5.9
45 Czech Republic 5,2 8 4.8 – 5.9
47 Cape Verde 5,1 3 3.4 – 5.6
47 Costa Rica 5,1 5 4.8 – 5.3
47 Hungary 5,1 8 4.8 – 5.4
47 Jordan 5,1 7 4.0 – 6.2
47 Malaysia 5,1 9 4.5 – 5.7
52 Latvia 5,0 6 4.8 – 5.2
52 Slovakia 5,0 8 4.5 – 5.3
54 South Africa 4,9 8 4.5 – 5.1
55 Italy 4,8 6 4.0 – 5.5
55 Seychelles 4,8 4 3.7 – 5.9
57 Greece 4,7 6 4.2 – 5.0
58 Lithuania 4,6 8 4.1 – 5.2
58 Poland 4,6 8 4.0 – 5.2
58 Turkey 4,6 7 4.1 – 5.1
61 Namibia 4,5 6 3.8 – 5.1
62 Croatia 4,4 8 4.0 – 4.8
62 Samoa 4,4 3 3.4 – 4.8
62 Tunisia 4,4 6 3.5 – 5.5
65 Cuba 4,3 4 3.6 – 4.8
65 Kuwait 4,3 5 3.3 – 5.2
67 El Salvador 3,9 5 3.2 – 4.5
67 Georgia 3,9 7 3.2 – 4.6
67 Ghana 3,9 6 3.4 – 4.5
70 Colombia 3,8 7 3.3 – 4.5
70 Romania 3,8 8 3.4 – 4.2
72 Bulgaria 3,6 8 3.0 – 4.3
72 China 3,6 9 3.1 – 4.3
72 Macedonia (Former Yugoslav Republic of) 3,6 6 2.9 – 4.3
72 Mexico 3,6 7 3.4 – 3.9
72 Peru 3,6 6 3.4 – 4.1
72 Suriname 3,6 4 3.3 – 4.0
72 Swaziland 3,6 4 2.9 – 4.3
72 Trinidad and Tobago 3,6 4 3.1 – 4.0
80 Brazil 3,5 7 3.2 – 4.0
80 Burkina Faso 3,5 7 2.9 – 4.2
80 Morocco 3,5 6 3.0 – 4.0
80 Saudi Arabia 3,5 5 3.0 – 3.9
80 Thailand 3,5 9 3.0 – 3.9
85 Albania 3,4 5 3.3 – 3.4
85 India 3,4 10 3.2 – 3.6
85 Madagascar 3,4 7 2.8 – 4.0
85 Montenegro 3,4 5 2-5 – 4.0
85 Panama 3,4 5 2.8 – 3.7
85 Senegal 3,4 7 2.9 – 4.0
85 Serbia 3,4 6 3.0 – 4.0
92 Algeria 3,2 6 2.9 – 3.4
92 Bosnia and Herzegovina 3,2 7 2.9 – 3.5
92 Lesotho 3,2 5 2.3 – 3.8
92 Sri Lanka 3,2 7 2.9 – 3.5
96 Benin 3,1 6 2.8 – 3.4
96 Gabon 3,1 4 2.8 – 3.3
96 Guatemala 3,1 5 2.3 – 4.0
96 Jamaica 3,1 5 2.8 – 3.3
96 Kiribati 3,1 3 2.5 – 3.4
96 Mali 3,1 6 2.8 – 3.3
102 Bolivia 3.0 6 2.8 – 3.2
102 Djibouti 3,0 4 2.2 – 3.3
102 Dominican Republic 3,0 5 2.7 – 3.2
102 Lebanon 3,0 4 2.2 – 3.6
102 Mongolia 3,0 7 2.6 – 3.3
102 Rwanda 3,0 5 2.7 – 3.2
102 Tanzania 3,0 7 2.5 – 3.3
109 Argentina 2,9 7 2.5 – 3.3
109 Armenia 2,9 7 2.6 – 3.1
109 Belize 2,9 3 1.8 – 3.7
109 Moldova 2,9 7 2.4 – 3.7
109 Solomon Islands 2,9 3 2.5 – 3.2
109 Vanuatu 2,9 3 2.5 – 3.2
115 Egypt 2,8 6 2.4 – 3.2
115 Malawi 2,8 6 2.4 – 3.1
115 Maldives 2,8 4 1.7 – 4.3
115 Mauritania 2,8 7 2.2 – 3.7
115 Niger 2,8 6 2.4 – 3.0
115 Zambia 2,8 7 2.5 – 3.0
121 Nepal 2,7 6 2.4 – 3.0
121 Nigeria 2,7 7 2.3 – 3.0
121 Sao Tome and Principe 2,7 3 2.1 – 3.1
121 Togo 2,7 6 1.9 – 3.7
121 Viet Nam 2,7 9 2.4 – 3.1
126 Eritrea 2,6 5 1.7 – 3.6
126 Ethiopia 2,6 7 2.2 – 2.9
126 Guyana 2,6 4 2.4 – 2.7
126 Honduras 2,6 6 2.3 – 2.9
126 Indonesia 2,6 10 2.3 – 2.9
126 Libya 2,6 5 2.2 – 3.0
126 Mozambique 2,6 7 2.4 – 2.9
126 Uganda 2,6 7 2.2 – 3.0
134 Comoros 2,5 3 1.9 – 3.0
134 Nicaragua 2,5 6 2.2 – 2.7
134 Pakistan 2,5 7 2.0 – 2.8
134 Ukraine 2,5 8 2.2 – 2.8
138 Liberia 2,4 4 1.8 – 2.8
138 Paraguay 2,4 5 2.0 – 2.7
138 Tonga 2,4 3 1.9 – 2.6
141 Cameroon 2,3 7 2.0 – 2.7
141 Iran 2,3 4 1.9 – 2.5
141 Philippines 2,3 9 2.1 – 2.5
141 Yemen 2,3 5 1.9 – 2.8
145 Kazakhstan 2,2 6 1.8 – 2.7
145 Timor-Leste 2,2 4 1.8 – 2.5
147 Bangladesh 2,1 7 1.7 – 2.4
147 Kenya 2,1 7 1.9 – 2.4
147 Russia 2,1 8 1.9 – 2.5
147 Syria 2,1 5 1.6 – 2.4
151 Belarus 2,0 5 1.6 – 2.5
151 Central African Republic 2,0 5 1.9 – 2.2
151 Côte d´Ivoire 2,0 6 1.7 – 2.5
151 Ecuador 2,0 5 1.8 – 2.2
151 Laos 2,0 6 1.6 – 2.3
151 Papua New Guinea 2,0 6 1.6 – 2.3
151 Taijikistan 2,0 8 1.7 – 2.3
158 Angola 1,9 6 1.5 – 2.2
158 Azerbaijan 1,9 8 1.7 – 2.1
158 Burundi 1,9 6 1.5 – 2.3
158 Congo, Republic 1,9 6 1.8 – 2.0
158 Gambia 1,9 5 1.5 – 2.4
158 Guinea-Bissau 1,9 3 1.8 – 2.0
158 Sierra Leone 1,9 5 1.8 – 2.0
158 Venezuela 1,9 7 1.8 – 2.0
166 Cambodia 1,8 7 1.7 – 1.9
166 Kyrgyzstan 1,8 7 1.7 – 1.9
166 Turkmenistan 1,8 5 1.5 – 2.2
166 Uzbekistan 1,8 8 1.5 – 2.2
166 Zimbabwe 1,8 7 1.5 – 2.1
171 Congo, Democratic Republic 1,7 6 1.6 – 1.9
171 Equatorial Guinea 1,7 4 1.5 – 1.8
173 Chad 1,6 6 1.5 – 1.7
173 Guinea 1,6 6 1.3 – 1.9
173 Sudan 1,6 6 1.5 – 1.7
176 Afghanistan 1,5 4 1.1 – 1.6
177 Haiti 1,4 4 1.1 – 1.7
178 Iraq 1,3 4 1.1 – 1.6
178 Myanmar 1,3 4 1.0 – 1.5
180 Somalia 1,0 4 0.5 – 1.4


*Costruzioni con rifiuti tossici: la storia continua
Giovedì, Settembre 25, 2008, 6:27 pm
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da Repubblica.it

 

Crotone, scuole fatte con rifiuti tossici
sette persone indagate dalla procura

Migliaia di tonnellate di materiale con arsenico, zinco, piombo, indio, germanio e mercurio
proveniente dall’industria “Pertusola” invece di essere smaltiti in discarica erano usati in edilizia

 


CROTONE – Scuole, parcheggi, strade, case e opere pubbliche costruite con materiale di scarto industriale, rifiuti tossici e sostanze cancerogene. E’ quanto emerge dall’operazione della polizia denominata ‘Black Mountains’ che questa mattina ha portato al sequestro di ben 18 aree disseminate lungo tutto il territorio crotonese fino a Cutro e Isola Capo Rizzuto, aree ad alta densità mafiosa nell’entroterra. La procura della Repubblica di Crotone, coordinata dal sostituto procuratore Pierpaolo Bruni, ha provveduto a sequestrare le strutture al centro dell’indagine. Sette persone sono state iscritte nel registro degli indagati.

Almeno 350 mila tonnellate di materiali tossici sono state utilizzate per costruire, tra l’altro, tre cortili di altrettante scuole: l’elementare San Francesco e un istituto tecnico superiore, entrambi di Crotone, e una scuola elementare a Cutro. Arsenico, zinco, piombo, indio, germanio, mercurio, sostanze tossiche speciali provenienti dagli scarti dell’industria “Pertusola” di Crotone che invece di essere smaltiti con le cautele di legge venivano impiegati in edilizia.

Il materiale avrebbe dovuto essere trattato in discariche specializzate ed invece sarebbe stato ceduto a imprese di costruzioni che lo hanno utilizzato in lavori edili riguardanti anche alloggi popolari, villette, una banchina portuale e strade.

Sette gli indagati, rappresentanti legali di ditte edili e funzionari dell’azienda sanitaria: Vincenzo Mano, legale rappresentante pro-tempore della Pertusola sud, che ha chiuso l’attività alla fine degli anni ‘90; Giovanni Ciampà, rappresentante legale delle imprese Ciampà; Paolo Girelli, rappresentante legale dell’impresa Bonatti; Alfredo Mungari, rappresentante legale della Costruzioni Leto e i tre funzionari dell’asl regionale: Domenico Colosimo, Francesco Ruscio e Domenico Curcio. Per tutti l’accusa è associazione a delinquere.

Il sequestro delle 18 aree è stato notificato al presidente della Provincia, Sergio Iritale, che ha diffuso una nota durissima. “La notizia – si legge – conferma, se pure ce n’era bisogno, la gravità eccezionale della situazione ambientale su larga parte del territorio provinciale e, in particolare, la responsabilità che, nel determinarsi di questa situazione, hanno avuto le politiche di aggressione al territorio e di rapina delle risorse per lunghi anni attuate dall’Eni attraverso le società controllate e le attività condotte nella provincia di Crotone”.


“Questo – continua la nota – è il risultato della logica del profitto a tutti i costi, che ha trovato sul posto classi dirigenti cieche ed insensibili. Persino settori dell’informazione, sull’altare di meschini interessi economici, hanno chiuso gli occhi davanti a realtà inquietanti, che oggi si manifestano in tutta la loro esplosiva negatività. Incalcolabili danni sono stati causati alla salute dei cittadini, all’ambiente, al sistema produttivo”.



*ANTIBIOTICI KO, alla ricerca di nuove cure
Venerdì, Settembre 19, 2008, 12:52 pm
Archiviato in: cronaca

da repubblica.it

 

Arriva il batterio invincibile
è la sconfitta degli antibiotici

di ELENA DUSI

 

 

GLI antibiotici hanno cambiato il mondo. “Ma ora rischiamo di tornare a un mondo senza antibiotici” mette in guardia oggi un editoriale del British Medical Journal. Non che i farmaci stiano sparendo dagli scaffali, anzi. In Italia ogni persona ne consuma più di due confezioni ogni anno. Ma la rapidità con cui i batteri riescono a sopravvivere ai nostri medicinali è molto superiore al ritmo con cui le aziende farmaceutiche mettono a punto nuove armi. Proprio al 1998 risale il primo appello dell’Organizzazione mondiale della sanità per un uso responsabile di questi farmaci.

Dieci anni più tardi, la corsa fra camici bianchi e bacilli vede i secondi marciare a velocità superiori. “I maggiori successi della medicina moderna rischiano di venire meno. Senza l’efficacia degli antibiotici, interventi chirurgici, trapianti di organi e chemioterapia contro i tumori sarebbero impensabili” sottolinea Otto Cars, il professore dell’università di Uppsala che da una vita si occupa di antibiotico-resistenza.

L’erosione è lenta, e per questo passa inosservata. Ma ogni volta che si usa un antibiotico, alcuni batteri sopravvivono al trattamento. Il ceppo resistente si moltiplica e si rafforza in base al principio della selezione naturale. La prossima volta che l’antibiotico verrà usato per cancellare un’infezione, avrà lo stesso effetto dell’acqua fredda. Davanti al fallimento di un farmaco, l’unica strada è cercarne uno alternativo.

“Ma l’uso e l’abuso degli antibiotici – spiega Cars – coincide con un rallentamento nello sviluppo di nuove medicine”. Tra il 1930 e il 1969, più di una dozzina di nuove classi di antibiotici sono entrate in produzione. Ma dal 1970 a oggi sono state individuate solo due nuove classi. E se si vanno a contare le singole etichette approvate dal sistema sanitario americano, dalle 16 del quinquennio 1983-87 si è passati alle 7 di quello 1998-2002.

Il principe dei batteri corazzati di fronte agli antibiotici, nel frattempo, viene segnalato sempre più frequentemente negli ospedali. Lo stafilococco aureo resistente alla meticillina (Mrsa) provoca vari tipi di infezioni, fra cui una grave forma di polmonite. Mentre nel 1989 i ceppi di stafilococco aureo sensibili agli antibiotici rappresentavano il 99 per cento fra tutti quelli isolati, nel 2002 ben un’infezione su due era causata invece da ceppi resistenti ai farmaci, e respingeva al mittente anche gli attacchi più veementi lanciati dai camici bianchi. I decessi negli ospedali britannici in cui Mrsa è menzionato nella cartella clinica sono passati dai 50 del 1993 a un impressionante 1600 del 2006.

I notiziari delle industrie farmaceutiche raccontano di esperimenti in corso per ricavare nuove classi di antibiotici dai bachi da seta, miele, e perfino sangue di coccodrillo. Ma nessuna di queste strade sta mantenendo le promesse. “Prendiamo le 15 aziende più grandi del mondo” prosegue Cars. “Solo l’1,6 per cento dei nuovi medicinali in via di sviluppo appartiene alla categoria degli antibiotici”. Con due miliardi di passeggeri che gli aerei trasportano ogni anno attraverso il globo e la distribuzione mondiale dei cibi, poi, i batteri super-resistenti non conoscono più frontiere. E sapere che il dato del 70 per cento delle infezioni neonatali diventate insensibili ai farmaci proviene dalla lontana Tanzania non basta a tranquillizzarci.

Quando tra il 1928 e il 1929 Alexander Fleming scoprì la penicillina e diede al mondo la possibilità di rendere innocue infezioni che prima erano fatali, regalò al mondo un vero e proprio “bene collettivo”. Con gli antibiotici, l’errore di un individuo viene pagato da tutti. “Ogni volta che ciascuno di noi ne consuma una dose, esaurisce inevitabilmente una frazione della sua efficacia” fa notare Cars. Basta una singola terapia sbagliata per far nascere un ceppo più resistente e farci perdere miglia nella corsa fra uomini e batteri.